mercoledì 26 settembre 2012

Disprassia: il problema di mio figlio.


 

Mio figlio è disprattico.
Questo lo porta ad avere problemi di dislessia, disgrafia ecc.., disturbi per lui  di origine "secondaria" perché a differenza di un ragazzo con DSA primaria la causa delle sue difficoltà è là, nella disprassia, di cui il goffo  Pippo è il simbolo.
DI COSA SI TRATTA: La disprassia è un disturbo della coordinazione motoria, questo comporta che le prestazioni le quali implichino una coordinazione motoria (fine o grosso motoria) risultino difficoltose e al di sotto di quello che dovrebbero essere per l'età e le abilità intellettive del bambino. Insomma sono quei bambini goffi e maldestri, che sembrano essere sempre di qualche anno più giovani (il che in questo caso non è desiderabile, purtroppo).
Le cause della disprassia ad oggi non sono chiare, sembrerebbe da imputare ad una immaturità di sviluppo del sistema neuronale centrale, ma come mamma sinceramente poco mi importa.
I bambini disprattici sono all'incirca il 6% della popolazione del nostro paese compresa tra i 6 e gli 11 anni. I maschi lo sono più frequentemente delle bambine.
Si tratta di bambini con una intelligenza nella norma e spesso al di sopra di essa.
Per un bambino disprattico può essere difficile compiere molte o solo alcune delle normali attività quotidiane.
Può avere difficoltà a vestirsi seguendo il giusto ordine, ad allacciarsi le scarpe, ad impugnare correttamente le posate, a riempire il bicchiere senza versare l'acqua, insomma a compiere tutte quelle azioni che richiedono una sequenza di movimenti, semplice per noi, ma difficilissima per un ragazzino disprattico. Può anche trovare difficile fare le scale, giocare a palla ...
L'attività motoria può essere per il bambino apparentemente facile e svolta con rapidità e potenza, ma nel momento in cui deve essere finalizzata ad uno scopo, quando richiede precisione nel movimento e nella gestione dello spazio, risulta scoordinata e spesso associata a movimenti non necessari, in eccesso, io dico che mio figlio nel movimento è "rindondante", se corre lo fa velocemente, ma amplifica l'atto con una quantità di movimenti inutili che di fatto riducono l'efficacia del suo sforzo. Questa caratteristica può essere un problema nelle attività sportive, che spesso non gratificano il ragazzo e non favoriscono l'instaurarsi di rapporti di amicizia.
La disprassia comporta anche delle difficoltà nella vita scolastica, più evidenti nel periodo riguardante le elementari e le medie.
Per un ragazzino disprattico può essere arduo tenere in ordine i quaderni, copiare dalla lavagna e/o da libri e quaderni, perché ad essere difficoltosa è la coordinazione oculo-motoria.
Possono esserci difficoltà:

  • nella lettura, presentando quindi dislessia
  • nello scrivere e nel disegno,perché è carente la coordinazione occhio-mano
  • in matematica
  • nella memorizzazione.
Poiché queste sono le stesse difficoltà che presentano i bambini con DSA anche i disprattici possono usufruire della legge 170/10.
COSA FARE: Parte del percorso da compiere con un bambino disprattico coincide comunque con il lottare con la dislessia, la disgrafia ecc.., anche psicologicamente i bambini hanno lo stesso bisogno di essere rassicurati ed è sempre necessario far leva sui loro punti di forza.
Tuttavia ci sono implicazioni nella vita pratica di cui si deve tener conto, per rendere ai nostri figli un po' più semplice il cammino verso l'autonomia.
Ad esempio io ho semplificato alcune procedure che per il mio bambino potevano essere fonte di ansia e le ho messe alla sua portata: lui sa allacciarsi le scarpe, ma con tempi lunghi e alcuni nodi di troppo, così oggi porta scarpe da ginnastica come i ragazzi più grandi, slacciate, è semplice e veloce ed è contento, poi quando lo desidera le allaccia, con il tempo che serve e qualche nodo un po' complicato.
Per quanto riguarda i vestiti io li preparo sovrapposti nell'esatto ordine con il quale li indosserà, slip, maglietta e così via, dapprima con la parte posteriore rivolta verso l'alto, cosicché siano solo da prendere e da infilare, generalmente oggi riesce a far a meno di questo aiuto, ma sino allo scorso anno è stato utile.
A tavola cerco di evitare bicchieri dall'equilibrio incerto o fragili.
Naturalmente quando qualcosa si rovescia, faccio finta di nulla e  sdrammatizzo.
Poi ci sono stati aiuti più specifici, di terapia motoria. In particolare abbiamo lavorato per migliorare  consapevolezza del proprio corpo, e questo lo ha aiutato a migliorare la grafia e penso anche la lettura. Sono stati tanti i momenti trascorsi a sottolineargli, toccandolo e facendolo toccare, sentire da solo, quali parti del suo corpo fossero coinvolte nel momento in cui scriveva: "come è messa la spalla, il braccio il polso mentre scrivi?" , " e se prendi questa posizione più corretta, non senti minore rigidità?". Insomma ha appreso a livello cognitivo quelle sequenze necessarie a tenere la penna e poi a scrivere, che per noi sono immediate, naturali.
Così è stato per imparare a scrivere ogni singola lettera, gli abbiamo fatto notare vedere quale era il movimento giusto da compiere, la sequenza più rapida e tante volte povero piccolo mi faceva pena con tutta la sua fatica: oggi la sua grafia è migliorata, anche se per lui scrivere è sempre una fatica immane, ed io mi rendo conto come sia un atto "cosciente" e non automatico, e quindi più lento e faticoso.
Per quanto riguarda lo studio puntiamo molto sulla visualizzazione mentale della materia.
I progressi sono stati tanti, ma la sua fatica e spesso, spessissimo la frustrazione grandi.
Lo sport è anch'esso un punto delicato, perché gli sport di squadra possono risultare deludenti per un bambino che abbia difficoltà a seguire il movimento del gruppo, infatti al momento pratica una attivià individuale e scarsamente competitiva, l'atletica leggera. Io spesso lo osservo durante gli allenamenti e  al fianco della sua innegabile potenza fisica ( io la definisco così) vedo ancora tanti, troppi movimenti inutili che lo impacciano, ma con il tempo mi dico migliorerà.
Sempre di grande aiuto per la sua autostima è la rassegna di personaggi famosi e disprattici. Tom Cruise, Carl Lewis, Magic Johnson, Vincent Van Gogh ed efficacissimo con i bambini Daniel Radcliffe, ovvero Harry Potter.

Per avere maggiori informazioni sulla disprassia, essendo io solo una mamma e non uno specialista, vi consiglio:
http://www.aidee.it/index.php il sito dell'Associazione Italiana dell'Età Evolutiva,
http://www.disprassia.org/ dove trovate anche un interessante forum,
http://www.dyspraxiafoundation.org.uk/

22 commenti:

  1. Ciao, Mariagrazia! Le tue spiegazioni sono davvero esaurienti e molto efficaci. Leggendo di voi, ritrovo tantissimi aspetti della mia bimba disprassica. Anche noi siamo sempre alla ricerca di piccoli accorgimenti per semplificare la sua vita, sia dal punto di vista pratico-quotidiano, che per quanto riguarda l'apprendimento. Grazie per questa condivisione.

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  2. Grazie a te: penso che in effetti sia importante semplificare loro la vita, perché gli permette di avere autonomia ed è vero che per pigrizia è più comodo farsi mettere le scarpe da mamma, ma farlo da soli è un'altra cosa, una battaglia vinta, specialmente quando scopri che ormai non le scambia più una con l'altra!

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  3. cIAO anche io ho un figlio disprassico, sai cosa lo sta aiutando molto? giocare a rugby!! e' migliorato tantissimo!seguire il gioco in campo, destra sinistra alto basso spostarsi su e giu' passare la palla sono esercizi che migliorano il coordinamento, il rispetto fra i giocatori e la lealtà che offre questo sport fanno il resto! ciao

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    1. Rispondo con tanto ritardo, perché ero immersa nelle frequenti crisi scolastiche del mio bimbo.
      Anche noi avevamo pensato al rugby,soprattutto per lo spirito di squadra.Mio figlio lo ha provato lo scorso anno, ma non ne è rimasto entusiasta, essenzialmente credo perché non ama essere coinvolto in scontri fisici diretti, così ripiegammo sull'atletica ed in effetti lo aiutò molto nella coordinazione. Quest'anno l'ho obbligato a fare nuoto,per aiutare la sua schiena, ma temo davvero non sia adatto, poiché mi dice di avere davvero difficoltà nel coordinare la respirazione.
      Ciao

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  4. Nella mia classe ho un alunno disprattico. Gli voglio un bene dell'anima, cerco ogni giorno di adottare le migliori strategie per farlo stare bene e sentirsi fiero di se stesso. Certi giorni è davvero dura e io dentro di me mi abbatto ma il giorno dopo facciamo grandi passi avanti e il suo sorriso mi riempie il cuore!
    Insegno in una scuola primaria statale, le risorse sono sempre più scarse ma anche noi affrontiamo la vostra stessa battaglia. Ammiro tantissimo voi genitori che non vi perdete d'animo.
    Cercate sempre il dialogo con le maestre e credete in loro. Procediamo insieme per lo stesso scopo. Non dimenticatelo.
    Maestra milanese.

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    1. Grazie, maestra milanese.

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    3. grazie mille... dietro ad ogni rifiuto/capriccio di un bimbo disprassico c'è tanta sofferenza...bimbi intelligenti e sensibili che si rendono conto delle differenze coi loro coetanei.... Grazie di cuore a tutte le maestre che non si fermano all'apparenza e che con immenso cuore e pazienza riescono a mettergli il sorriso nei loro dolci visini!

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  5. sono una mamma con un ragazzino di 11 anni disprattico.....ho una battaglia per il suo sport lui ama tanto il calcio ma io non lo vedo adatto per lui a causa dei suoi problemi di coordinazione....vorrei fargli fare piscina...ma lui non ne vuol sapere.qualcunio può consigliarmi lo sport più adatto in questi casi......una mamma molto confusa....

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  6. Per noi la scelta migliore ad ora non è stata uno sport di squadra, avevamo provato con il basket, a causa dell'eccessiva competitività che per mio figlio era fonte di ansia, bensì l'atletica leggera, dove tra tante discipline riusciva a trovare quella per lui migliore, al momento è l'unico sport che abbia praticato con vero piacere. Molto utili so essere le arti marziali, ed il prossimo anno le proveremo. Tra gli sport di squadra, per lo spirito ed il cameratismo consiglierei il rugby.

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    1. Mio figlio ha 7 anni ed é disprassia. La prima elementare é stata catastrofica nonostante la logopedista lo abbia seguito x quasi un anno. Io sono abbia demoralizzata. Non so come fare x insegnargli a leggere

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    2. Capisco bene il tuo scoraggiamento. Purtroppo la scuola dà ai bambini tempi rigidi e stretti per imparare, questa tempistica mal si adatta ad un bambino disprattico o dsa. Posso solo dirti di non lasciarti coinvolgere in questa corsa, individua e rispetta i tempi di tuo figlio, imparerà a leggere più tardi e forse leggerà più lentamente di altri, ma imparerà e questo è ciò che conta. Individua i suoi punti di forza, ne avrà tantissimi e riuscirai ad usarli per aiutarla con la vita scolastica. Lavora in stretto contatto con la logopedista, questo é indispensabile e se necessario cerca un psicomotricista, lavorare sul movimento porterà benefici anche per l'apprendimento della lettura e della scrittura. Per mio figlio nei primi anni delle elementari abbiamo lavorato sia per insegnargli i fonemi a lui mancanti, facendogli proprio osservare come si posizionassero le parti della bocca per ottenere un certo suono, e poi associando il suono alla lettera, alla sillaba, alla parola, in modo che associasse suono e segno. Nei prossimi post, che pubblicherò spero a breve lavorandoci nell'estate, parlerò dettagliatamente degli esercizi che abbiamo fatto noi, sperando possano avere utilità pur con le limitazioni dettate dal fatto che ogni bimbo é diverso. In ogni caso la risorsa fondamentale è il tempo, i nostri ragazzi hanno bisogno di tempo per mettere a frutto ciò che imparano con la logopedia, la psicomotricità e con ogni altra terapia. Quindi cerca di essere fiduciosa, anche se so per esperienza personale quanto dia difficile e faticoso. I miglioramenti ed i successi verranno sicuramente.

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  7. Ho avuto una esperienza disastrosa sia con il centro di neurologia in cui mio figlio era in cura sia con le maestre dell'asilo che non l'hanno saputo capire e non hanno fatto altro che diminuire la sua autostima. Poiché a settembre inizierà la prima elementare, su consiglio del Pediatra sono andata presso un altro centro, ci hanno proposto un percorso diverso (logopedia-psicomotricità e colloqui con la psicologa per noi genitori per cercare di aiutare nel migliore dei modi nostro figlio nel rafforzare la sua autostima e nel diminuire i suoi stati d'ansia). A settembre inizieremo! Speriamo bene!

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    1. L'aiuto della psicologa spesso si rivela importantissimo per affrontare più serenamente la scuola, essenziale per quanto ho visto nell'esperienza con mio figlio é proprio un'azione completa che comprenda l'attenzione alla motricità e all'aspetto logopedico. Assolutamente non può mancare la collaborazione tra la famiglia, le insegnanti e gli specialisti che seguono il bambino. Il rapporto continuo tra la scuola e la famiglia io credo sia essenziale, perché permette alle insegnanti di capire meglio il bambino ed ai genitori di verificare che non sia sottoposto ad inutili tensioni. Tutto ovviamente secondo la mia personale esperienza di mamma. In ogni caso auguri per il nuovo inizio e siate fiduciosi ci saranno tanti miglioramenti nel vostro bambino!

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  8. Mio figlio è un po' goffo.
    Fa la terza elementare e le maestre mi.dicono che il suo problema è quello di non riuscire a controllare tamburellamenti vari sui banchi e rumori e rumorini con la bocca.
    Sebbene sia molto migliorato questi disturbi permangono.
    Sono associati a scarsa capacità di tenere n ordine le proprie cose e scarsa attenzione.
    Piu che attenzione,scarsa costanza nel finire un lavoro.
    Io noto alti e bassi nel suo iter .
    Lieve iperattività ,ha detto il dottore.
    Lo sport che pratica in questo mom è il basket.
    Ma la sua goffaggine ...si nota.
    Non gli è stata diagnosticata disprassia ma io ritrovo tante cose che mio figlio fa nelle vostre descrizioni.
    Cosa mi consigliate?
    Psicomotricista?

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  9. Prova a guardare il video del dott. Carlo Perissinotto di Treviso sulla Sindrome dispropiocettiva.ciao

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  10. Vorrei chiedervi un aiuto la mia bambina disprassica ha 5nni e mezzo .
    seguita da un anno da psicomotricità e logopedista ha fatto grandi progressi sulla parte motoria ma ppochi su quello verbale...non solo sui singoli fonetica ma anche sulla organizzazione della struttura della frase.
    per ora è in cura presso l'istituto la nostra famiglia con logo e psico''classiche''.
    cosa posso fare di più?
    avete da consigliarmi centri più preparati sulla displasia verbale...o medici particolarmente illuminati che possono indicarci un percorso alternativo alla logopedia classica che non da risultati con noi?felice di aver trovato questo forum....
    grazie!

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  11. Con mio figlio seguimmo praticamente il tuo stesso percorso, lavorando però fondalmentanmrnte con la logopedista. I progressi sono comunque lenti, alcune volte le conquiste fatte si cancellano e poi tornano. Credo che però sia essenziale essere in sintonia con la logopedista che per noi fu veramente un supporto ed un sostegno. Sia sul piano motorio che su quello fonetico, perché poi essendo la persona una unità non si può separare la consapevolezza del movimento da quello della parola, un aiuto ce lo dettero alcune sedute con il metodo Feldenkrais, che la ora diversamente dalla psicomotricità insistendo prorio sulla presa di coscienza dei propri movimenti e questo è importante per la parte linguistica. Un altro consiglio che potrei darti sarebbe di valutare un percorso scolastico in una scuola waldorf, la pedagogia steineriana infatti é particolarmente adatta ai bambini disprassici, sia perché rispetta i loro tempi, sia perchè si valuta molto la manualità come mezzo per raggiungere l'apprendimento. Nell'ambito della pedagogia steineriana molto utili sono le lezioni di euritmia. Queste sono un pochino le vie meno ortodosse che io ti consiglierei di valutare e soprattutto devi avere fiducia, i progressi, magari lenti, ci saranno. Se hai bisogno puoi anche scrivermi in privato.

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  13. Che bel post... mi serviva! Grazie. Mio figlio, Cesare, già all'età di 3 anni (primo anno dell'infanzia) faceva fatica ad inserirsi nel gruppo..si muoveva goffamente, non partecipava alle attività! L'insegnante incapace ci ha detto"mettete da parte il vostro senso di fallimento genitoriale, andate da un neuropsichiatra e diteci cosa dobbiamo fare"... io e mia moglie ci siamo arrabbiati perchè NOI NON CI SENTIAMO AFFATTO FALLITI! Nostro figlio è dolcissimo ed intelligentissimo! andiamo in un'altra scuola e l'insegnante sa come prenderlo e non lo mette di fronte alle sue difficoltà; morale: cesare migliora tantissimo! poi lo portiamo in prima elementare, dopo i primi 3 mesi in cui sembrava andare tutto bene poichè tutti i bambini all'inizio fanno fatica a scrivere, si ritrova a notare le differenze con gli altri...arrivano i deficit dell'attenzione, forse perchè demoralizzato...e anche nel gioco si demoralizza! gli altri sanno tirare calci al pallone, corrono velocemente e come spesso fanno i bimbi "lo prendono in giro"! ..lui si deprime...,ma essendo intelligente e tosto non si mette in un angolo ma "dichiara guerra al sistema"... le insegnanti vanno nel panico! Non hanno metodi per aiutarlo, non sanno che protocollo d'istruzione utilizzare e allora se la prendono con lui: "cesare è un bambino pericoloso, morde, picchia, e lancia oggetti!" ...eppure a casa è completamente diverso... che dire? parlo con medici di vario genere..mi dicono che associato alla sua disprassia c'è anche l'intolleranza al glutine e caseina (spesso riscontrabili i tutti i bimbi con DSA e affini) . Coincidenza ?boh...loro dicono "probabile concausa" vediamo... togliamo glutine e caseina e lui(se non altro) comincia a dimagrire (era già in forte sovrappeso!) ...andiamo avanti e poi tiriamo le somme alla fine... nel contempo vengo a sapere che un mio parente aveva gli stessi problemi ed erano anche molto più marcate le sue difficoltà...oggi questo "bambino" è un uomo felice di 36 anni sposato con due figlie e direttore di un'azienda S.P.A con milioni di fatturati annui... si continua a vedere che a livello "ginnico" pur essendo normo peso, non è atletico nemmeno un po... e allora? cosa ha fatto? è cambiato da solo ? dice mia cugina : "QUANDO ERA PICCOLO LO ABBIAMO PORTATO IN UN CENTRO METODO TOMATIS...la terapia funziona! tempo un anno ed è rientrato nella norma"... mah? non voglio illudermi ma proviamo pure quello...prendo appuntamento e scopro che è impegnativo e costoso... per fortuna Cesare ha la sua "pensioncina" e se la paga da solo (povero..pure genitori squattrinati si è trovato!!!) ..poi sento una psicologa (altre 60 € all'ora) che mi dice come devo aiutarlo a vincere questo senso di frustrazione... ancora facciamo un po' fatica a "calmarlo".... riduzione d'orario a scuola.... attività motorie adatte... insomma... la disprassia di mio figlio è diventato il mio primo lavoro... ma a voi tutti dico "FORZA E CORAGGIO"...CI STONO TANTE COSE DA FARE E TANTE POSSIBILITA' DI SUCCESSO...e se i risultati non saranno come sperato..beh, pazienza... sarà comunque un successo... l'unico insuccesso è sedersi e piangere... c'è di peggio!!! (sui progressi vi aggiorno tra 6 mesi se vi va e se a qualcuno interessa!!!!!)

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  14. ciao a tutti, ho un bimbo di 5 anni disprattico sopratutto a livello verbale. siamo seguiti da logo e neuropsicomotricista , parla molto male, si capisce poco di ciò che dice e con un tono di voce altissimo. sempre più spesso i suoi coetanei lo prendono in giro dicendo che non si capisce niente di ciò che dice e lui chiaramente ci resta male... stasera sono un po' demoralizzata pure io e allora vi chiedo: nella vostra esperienza prima o poi questi bambini imparano a parlare in modo comprensibile? in questo momento è questo che mi angustia, le difficolta eventuali scolastiche le valuterò il prossimo anno ma adesso.... questo modo di parlare ininterrottamente ma con fatica, con frasi che pochi capiscono.. mi mette una tristezza addosso. ditemi una parola incoraggiante. grazie

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